Non credo nel potere dei mascara water-proof ! (Donne che non devono chiedere-quasi-mai)

Ieri mi è venuta in mente una delle tante cose sagge che mi ripeteva sempre la mia nonna, quando le parlavo del fidanzatino che non mi capiva: “Devi chiedere ! Altrimenti come può sapere cosa vuoi ?” Parole sante le sue !

Ma se le nostre nonne erano così lungimiranti e avanti con le idee, come è possibile che ci si trovi ancora al punto in cui troppe donne sono relegate in ruoli con troppe responsabilità e poche soddisfazioni ? Davvero puntare sul nostro orgoglio di donne indistruttibili ci condanna a vittime sacrificali, frustrate e mediocramente felici ?

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Forse si può trovare un compromesso tra il desiderio di avere  Ambrogio che si precipita ad aprirci la portiera della macchina spargendo petali di rose ai nostri piedi (un pò superato a dire il vero!) e un uomo indifferente che pensa solo al lavoro, al calcetto e alla birra con gli amici ? E magari avere al nostro fianco un compagno che all’improvviso ci abbraccia da dietro e si arrampica su un albero per offrirci la prima ciliegia della stagione ? In fondo non chiediamo la luna ..

UOMO : il messaggio è chiaro. Vogliamo essere al tuo pari ma non sostituirci a te. Vogliamo amarti ma non servirti. Vogliamo l’opportunità di fare il tuo stesso lavoro e percepire il tuo stesso stipendio a fine mese . E vogliamo, anzi pretendiamo, di poterci abbandonare al nostro essere DONNE con un cuore e milioni di ormoni. Perché se proprio ci scappa quella lacrima, vogliamo lasciarla andare senza cadere nell’odioso cliché del sesso debole.

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Vogliamo (solo!) non dover nascondere il nostro desiderio di essere fidanzate, mogli, madri per paura di non ottenere un lavoro che ci siamo meritate. Costringendoci a nasconderci, perdi anche la parte migliore di noi. Ciò che il mondo percepisce come debolezza è, in realtà, il cuore pulsante della nostra forza.

La mia debolezza… Qual è la mia debolezza? Dovrei pensarci. Probabilmente avrei lo stesso problema nel rispondere se mi chiedeste qual è la mia forza. E forse sono la stessa cosa.
(Al Pacino)

Lasciateci essere semplicemente donne: dateci solo qualche secondo in più per sistemare il trucco ! 

#LEGGI CON EDICART: libri per bambini e mamme super-impegnate

Nessuna di noi mamme super-incasinatissime è consapevolmente disposta a rinunciare ad alcuni momenti speciali da condividere con i propri figli. La lettura, in particolare quella prima di addormentarsi, è da sempre uno dei miei preferiti: adoro che sia il suono della mia voce ad accompagnare i miei bimbi nel mondo dei sogni ..(lo confesso: più di una volta ci sono rimasta secca pure io !)

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Da buoni abitudinari, quando troviamo un libro che amiamo particolarmente lo leggiamo fino a conoscerlo a memoria. Ma il tempo e anche le energie dopo una giornata frenetica, sono quelle che sono: per questo ho amato da subito le edizioni Edicart. Perchè sanno coniugare in modo attento la tradizione dei racconti classici ad un’edizione colorata e accattivante che piace tantissimo ai bambini.

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Grazie alle delicatissime illustrazioni anche i più piccoli posso seguire la storia attraverso le immagini. La lunghezza dei testi è perfetta per rendere i racconti interessanti e mantenere vivo l’interesse anche dei più piccoli.

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Quando vedo i miei figli con i nasini in mezzo ad un libro intenti a raccontare la “loro” storia, capisco che quel libro ha fatto centro.

E per questo noi continuiamo a leggere con Edicart ! #leggiconedicart #30anniconedicart

I genitori ti insegnano ad amare, ridere e correre. Ma solo entrando in contatto con i libri, si scopre di avere le ali.
(Helen Hayes)

Lo stress che cancella la memoria

A chi ama i dolci e i propri figli (non necessariamente in quest’ordine, ovvio) consiglio di cercare sul web il video dell’ultima campagna di Hersheys, la più grande compagnia statunitense nella produzione di cioccolato: una clip di pochi minuti che mi ha toccata profondamente e mi ha fatto venir voglia di scappare a casa e abbracciare così forte i miei due cuccioli da stritolarli ! Racconta di una bimba che cercando di attirare l’attenzione del papà, troppo assorbito da una conference-call per dedicarle un po’ di tempo e di attenzione, trova una soluzione geniale ! Si fa stampare un cartonato del padre a dimensioni reali e lo piazza davanti al pc : nessuno dei colleghi pare accorgersene e padre e figlia si posso riappropriare del loro tempo insieme .. Mi è scesa una lacrima, giuro!

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Quanto tempo ed energie spendiamo inutilmente per un lavoro che non ha DAVVERO bisogno della nostra presenza e attenzione costanti ? Che va e andrebbe avanti anche senza di noi ? (memento: tutti sono utili e nessuno è indispensabile ! ). E quanti momenti sacrifichiamo a discapito di chi, senza un po’ del nostro tempo e della nostra attenzione, trascorre le giornate aspettando quel “più tardi” che non arriva mai ?  Con un vuoto nel cuore che amici, giocattoli e televisione non possono colmare …

Davvero riusciamo ad essere così assorbiti dal nostro lavoro da non avere le forze di dedicare alla nostra famiglia del tempo di qualità ? Pare di si, e pare che tutto lo stress accumulato quando quella spina non riusciamo a staccarla possa agire sulla nostra mente con effetti devastanti. Il subdolo piano dello stress è infatti quello di colpire i meccanismi della memoria tanto da arrivare a creare dei “buchi” temporali nei nostri ricordi.

“La memoria è il diario che ognuno di noi porta sempre con sé” Oscar Wilde 

Si parla tanto ( e altrettanto se ne discute in Tv e sui social ) di amnesia dissociativa. Due parole che nel 2013 hanno fatto tremare il mio cuore quando, a poche decine di chilometri dalla mia città, un bimbo di 2 anni andava incontro al suo tragico destino “dimenticato” in auto dal padre dentro l’abitacolo rovente di un’auto e ricordato dopo troppe, tragiche ore trascorse inconsapevolmente sul posto di lavoro. Sono casi che spaccano in due l’anima, l’opinione pubblica e, ahinoi,  il buon senso di molti.

“Il bel tacer non fu mai scritto” Iacopo Badoer 

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Ma al di là dei pensieri o dei giudizi personali, questi fatti devono avere almeno il potere di farci riflettere seriamente su ciò che stiamo facendo a noi stessi. Perché prendersi cura di sé non è solo mangiare bene, fare movimento o conservare un aspetto gradevole: anche il mostro che può essere nascosto nella nostra testa o nel nostro cuore va compreso, gestito e metabolizzato. Se lasciamo che certe emozioni prendano il sopravvento, rischiamo di non essere più i comandanti della nave. E in questa vita non possiamo permetterci di viaggiare con il pilota automatico sempre inserito..

“Il ricordo conserva quello che il tempo tenta di cancellare” Cit. 

E allora rallentiamo. E ascoltiamoci di più. Difficoltà di concentrazione e di memoria, sonno disturbato, irritabilità verso novità e cambiamenti, tendenza a fare troppe cose in automatico, senza pensarci, sono importanti campanelli di allarme: forse stiamo chiedendo troppo a noi stessi. Rivediamo le priorità, parliamone con qualcuno e impariamo una volta per tutte a delegare ! Non può essere così difficile …

Perché la nostra vita merita una decelerata.. e i nostri figli meritano genitori meno sconnessi e scollegati di noi.