Come essere mamma mi ha resa una professionista migliore …

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La mia maternità non è di certo passata inosservata .. soprattutto perché sono state due, quasi continuative … insomma ravvicinate più degli incontri di terzo tipo ! I miei figli sono nati a distanza di 17 mesi e facendo due conti ho lasciato la mia azienda con una pedina in meno per un lungo periodo .. E poi l’ho scontato questo lungo periodo: mesi di lontananza che hanno pesato come macigni quando al mio ritorno sembrava non ci fosse più posto per me, quando mi hanno fatto sentire colpevole e sbagliata, proprio mentre la vita mi stava rendendo una donna più forte, matura e consapevole.

E’ stata dura, durissima, non lo nego. Mi è constato qualche gigantesco rospo da mandare giù e qualche notte insonne dopo quei giorni in cui avevo voglia di mollare tutto e tornare a non perdermi neanche un attimo della vita dei miei bambini.

Ma io sono stata più dura: per forza o per necessità (di uno stipendio ad esempio !!??) ho vinto IO. Perché quei mesi di assenza dal lavoro mi avevano profondamente trasformata.

“Il bello delle donne è che hanno paura, ma alla fine trovano il coraggio di fare tutto” cit. 

Come l’essere mamma mi ha cambiata e ha influito positivamente sul mio lavoro ? Con due figli piccoli in casa già ero il lizza per gli ‘organizzazione – awards’. Perché se non ti imponi una ferrea disciplina due piccoli cuccioli di uomo possono prendere il sopravvento e sconvolgere la vita del branco (oltre a far sembrare la casa il distaccamento di una discarica comunale in meno di 5 minuti ).

E tutto questo l’ho portato con me nel mio lavoro; e come per magia la gestione dell’imprevisto o del momento critico non sono più stati un problema… Meraviglie della selvaggia avventura nella jungla della maternità.

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Ho capito che potevo fare di più, farlo meglio e in meno tempo. No, ahimé, non mi ha morso nessun ragno e non ho sviluppato dei super-poteri … sono solo una donna più consapevole e enormemente più incasinat,a che non crede nel potere dei mascara water-proof e delle creme antirughe e per questo tende a non lasciarsi andare a momenti di sconforto.

Perché dietro le spalle ho una famiglia che mi ama, che ha bisogno di me, che mi sostiene e mi sopporta … e per loro so di dover dare il massimo ! Perché faccio un esercizio di pazienza quotidiana che mi permette di gestire il più odioso dei clienti e il più ansioso dei colleghi. Perché so cosa voglio e non ci giro intorno per ottenerlo. E se questo significa perdere qualche colpo in dolcezza e accondiscendenza ben venga: le donne con gli attributi sono l’ultima moda !

Ricarica di energie ( e di pazienza! )

Per tutta la mia vita la parola VACANZA ha significato trovare un posto in cui sentirsi “a casa”: succedeva da bambina quando con nonni, genitori, cugini e amichetti si passava l’estate in Romagna sempre nella stessa località e sempre nello stesso stabilimento dove tutti ormai ci chiamavano per nome. E succede ora, con la mia famiglia, da quando da qualche anno a questa parte abbiamo trovato un posto simile a noi, dove riusciamo a sentirci a casa anche se dalla nostra vera casa ci separa addirittura un mare: e buona pace per noi se questo avviene tra le acque di un mare cristallino, tra il profumo degli oleandri e la maestosa imponenza dei cactus.

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Sardegna 2016 – Costa Rei

Noi diventiamo ciò che facciamo ripetutamente” Sean Covey 

Stessa spiaggia, stesso mare insomma …

Ed è qui che riesco a fare il pieno di energie e ritorno ad essere me stessa. E un anno di ansie e di mal di testa mi scivola tra le mani come sabbia finissima, i pensieri e le notti insonni sono spazzate via da un’onda che non ti aspetti e che ti travolge..

E, soprattutto, riesco ad essere la donna e la mamma che voglio essere. Che so di essere …

Perché dopo una giornata di lavoro fatico a scrollarmi di dosso i tratti mostruosi di Mr. Hyde …

Qui mi sembra di tornare a vivere: e ci sono, ci sono davvero per mio marito a per i miei figli, con il cuore , con la testa e con tutte le mie energie. E fare castelli di sabbia o sorreggerli quando sono troppo stanchi per nuotare da soli, passeggiare e osservare tutto con il naso all’insù è naturale quasi come respirare.

“Un’abitudine è qualcosa che puoi fare senza pensare …” Frank A. Clark 

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Poi la realtà mi dice che sono anche tutte quelle ansie, tutta la stanchezza (e un dignitoso stipendio a fine mese !) a riportarmi qui .. ma per ora lasciatemi vivere ancora un pò con i piedi a mezz’aria !

E se mi cercate, mi trovate ancora per qualche giorno nel mare più blu che conosco .. con il cartello CHIUSO PER FERIE ancora bene in vista.

Farò il pieno si sole, di sale, di vento e di energie per tornare alla realtà come una donna e una mamma nuova: la vera ME !

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“Non è che io l’ami. E’ che non riesco a guarire dall’abitudine di amarla” Leo Longanesi 
p.s : giuro che le belle parole per quest’isola meravigliosa sono frutto del mio personale parere e della mia onestà intellettuale. Ma nel caso in cui la Regione Sardegna volesse offrirmi un soggiorno gratis per la sponsorizzazione io sono qui, eh ??!!

 

 

SE IL LAVORO NON VA IN VACANZA …

Una vacanza .. una vacanza all’anno: 3 settimane sono lunghe è vero … ma arrivano dopo 313milionidimiliardi di settimane in cui i venerdì sembravano non arrivare mai. E il lunedì era lì in agguato, già spaventosamente nascosto dietro l’angolo.

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Facile dire: ora basta, stacco la spina e #ciaone a tutti ! Ma il respiro è ancora corto e la testa piena di pensieri, di dubbi di preoccupazioni che pesano sulla schiena più di un cucciolo di Koala.cropped-capodanno-2008-4.jpg

E invece di goderci il profumo dei gelsi, il panorama mozzafiato, il vento che non guarda in faccia a nessuno e ci scompiglia i capelli ..cerchiamo con ansia spasmodica una connessione wi-fi perché “non-si-sa-mai” !

Ma il lavoro non va mai in vacanza ? Aspettiamo sempre quella mail “che potrebbe arrivare” o quella telefonata che “non si può perdere” !?? Quando testa, cuore e fisico mettono fuori il cartello CHIUSO PER FERIE ?

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Presto, prima che sia troppo tardi: perché forse ( se non lavoriamo al trasporto-organi di un ospedale, ovvio)  tutto si può rimandare, tutto può attendere e può aspettare che la nostra batteria sia di nuovo carica e segni il 100%.

Come nei peggiori film d’azione esiste quel momento per riprendere fiato e rimettere il colpo in canna, così noi dobbiamo trovare la nostra zona franca e ricaricare le munizioni.

E forse le nemiche ansie faranno un po’ meno paura … (tanto tra poco è Natale !)

BUONE VACANZE A TUTTI !!!