INSPIRATION : EIMAN HAMZA

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Nata e cresciuta negli Stati Uniti ma Riminese d’adozione per amore e per lavoro, Eiman Hamza non è solo la giovanissima creative director del marchio Happiness ,ma è un vero e proprio concentrato di energia esplosiva. E’ grazie al suo intuito e alla sinergia con il compagno di vita Michael Scarpellini che nasce questo brand che fa della ricerca della felicità la sua bandiera.  Schermata 2016-04-18 alle 22.02.11

screenshot from Instagram

Bella come una Barbie, si racconta sul suo profilo Instagram come una madre-lavoratrice sempre combattuta tra i suo doveri di capo e il suo ruolo di mamma del piccolo Zeyd (per le loro avventure insieme  nato di recente un profilo Instagram dedicato !) .

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screenshot from Instagram

La sua azienda e il suo team sono al centro di un progetto che valorizza le capacità individuali messe a disposizione del gruppo. Happiness nasconde, dietro le sue famose magliette, una filosofia sana e rivoluzionaria : si può lavorare divertendosi, perchè il divertimento genera buonumore e il buonumore, si sa, è il sale della creatività.

Eiman è una donna spontanea, ironica, vera e tremendamente bella: mettici pure un grande talento e un pizzico di follia ed ecco a voi una donna e una professionista da prendere ad esempio.

A lei stanno terribilmente bene anche i capelli viola: e non c’è da meravigliarsi se le bambine per strada la scambiano per una Winx .. qualcosa di magico deve averlo per forza !!

“L’imitazione è la più grande forma di ammirazione” 
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TAKE OR TOSS(IC)

Avete presente Sex & the city – Il film quando Carrie lascia il suo appartamento e decide cosa tenere e cosa buttare del suo storico guardaroba? Le amiche la aiutano, flute di champagne alla mano, alternando cartelli TAKE (tieni) o TOSS (butta) che premiano o condannano i look più improbabili. Peccato che la stessa tecnica non si possa usare durante le riunioni di lavoro e semplicemente alzare il cartello TOSS per eliminare definitivamente i colleghi più toss(ici), quelli che sembrano nati per rendere le nostre giornate impossibili !

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Ufficio, colleghi e… il capo possono diventare a volte una triade terribile, perché non è facile mantenere buoni rapporti con tutti sul posto di lavoro, tanto meno con chi ci da ordini.

Il livello di tossicità si alza a seconda delle varie tipologie di colleghi e collaboratori che troviamo sulla nostra strada: dal BULLO che cerca di umiliare e offendere chiunque gli compaia davanti, al TESTARDO che cerca con caparbietà di imporre solo ed unicamente le sue idee, al PASSIVO che non scopre mai le sue carte e evita abilmente ogni tipo di confronto, fino al BOSS ESIGENTE che pretende l’impossibile in tempi non-umani.

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Allora come possiamo difenderci in un mondo di lunatici, aggressivi, bugiardi e capricciosi? Solo mantenendo alto il livello di doti personali positive quali la calma, la ragionevolezza e la coerenza. Esiste una e una sola regola: trattare capi e colleghi con la stessa professionalità e la stessa gentilezza che si vorrebbe per se stessi e non confondere mai la collaborazione con l’amicizia o la confidenza con la curiosità. Mantenere un salutare distacco e cercare di non confondere mai i piani dovrebbe proteggerci, per quanto possibile, da attacchi incrociati e guerre di sguardi laser.

Un mood collaborativo non potrà che spiazzare anche il più accanito degli oppositori.

“Quello che dici farà più impressione sulla gente se lo dici gentilmente”    Lord Gormley 

Il rispetto chiama rispetto, anche se malcelato sotto cumuli di invidie.

Chi costruisce invece di distruggere, chi ispira fiducia invece di perdersi in pettegolezzi da bar Sport, che ottiene credito invece di screditare e fa della propria professionalità una bandiera da sventolare anche con condizioni meteo avverse, è destinato ad EMERGERE e ad uscire vincitore anche dal più caldo dei conflitti.  Insomma dovremmo usare i nostri super-poteri per trasformarci in ESTINTORI : fortuna che il rosso dona più o meno a tutti !

Ma davvero i valori di integrità e le doti personali trovano il giusto riconoscimento in un mondo lavorativo dominato da carrieristi assetati di successo e privi di scrupoli (nonchè di grandi qualità) ?!? Certo che si. Perché l’onestà e la sopravvivenza della pecora in mezzo ad un branco di lupi fa sì che il lavoro venga fatto ( e fatto bene !). E sempre all’onesto occorrerà rivolgersi alla fine per essere sicuri di ottenere il risultato. La rettitudine paga: anche se il pagamento, in questi tempi di crisi, è purtroppo ben dilazionato !

Mantenere viva una certa ENERGIA DI MOVIMENTO che ci permetta di scegliere ogni giorno di non appiattirci nella routine, anche se tremendamente tossica, permette all’autostima di non scendere mai sotto i livelli minimi e di credere che i cambiamenti siano possibili, anche se difficili.

“Mettersi insieme è un inizio, rimanere insieme è un progresso, lavorare insieme è un successo” Henry Ford 

Chi sono ?!?

QUESTO BLOG NASCE DA ME, DAL MIO ESSERE PRIMA RAGAZZINA E POI DONNA INDIPENDENTE E ORGOGLIOSA, E DAL MIO RAPPORTO DI ODIO E AMORE CON LA MIA CONDIZIONE DI LAVORATRICE UN PO’ PER FORZA UN PO’ PER PASSIONE … LE MIE RIFLESSIONI SONO RIVOLTE A CHI SI SENTE IN COLPA A DIRLO MA FATICA A SOPPORTARE IL SUO GIORNO DOPO GIORNO LAVORATIVO (GIORNO DELLO STIPENDIO A PARTE) NON PER SUPERFICIALITA’ O PER INGRATITUDINE MA PERCHE’TROPPE COSE – O PERSONE- RENDONO LA VITA LAVORATIVA ANTIPATICA, DIFFICILE E LUNATICA.

Mi chiamo Claudia Reggiani, classe 77, Parmigiana DOC lavoratrice felice e felicemente stressata. Mamma di due immensi tesori, moglie del mio grande amore

SOSTENITRICE CONVINTA DEL DIALOGO E DELLO SCAMBIO DI OPINIONI, ASPETTO I VOSTRI COMMENTI PER CONDIVIDERE ASPETTI DELLA NOSTRA VITA PROFESSIONALE A TRATTI IMPOSSIBILE E PERCHE’ NO ? RIUSCIRE A RIDERCI SU …

 

Sorgente: Chi sono ?!?

GALATEO DA SCRIVANIA

Lo ammetto: anche io non ho resistito al fascino mediatico di Mr. Grey e ho ceduto alla curiosità per 50 SFUMATURE DI GRIGIO con aspettative sicuramente eccessive (che,per la cronaca, sono state puntualmente deluse). Ciò che non riesco però a togliermi dalla testa è la scena del loro primo incontro, in quell’ufficio immenso e luminoso; LUI in completo elegante e griffato, circondato da segretarie/modelle di Victoria’s Secrets e quella galeotta matita nera, con il logo dorato che provoca a LEI un immediato orgasmo…

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Alzi la mano chi non ha mai sognato di lavorare in tanto lusso, tra uomini e donne bellissime, con l’ultimo modello di PC -rigorosamente Apple- e chi più ne ha più ne metta. E invece, per la maggior parte di noi comuni mortali, la realtà al mattino è ben diversa…

Ma quanto conta lavorare in un ambiente piacevolmente organizzato e ordinato ? Una scrivania bella, moderna e funzionale può davvero migliorare il nostro rendimento ?          La mia risposta è un grande SI. Perché la postazione di lavoro è diventata ormai quasi un’estensione della nostra casa, visto il numero di ore che vi trascorriamo incatenati e quindi, esattamente come a casa, sentirsi a proprio agio è fondamentale: la sola cosa che manca è la comodità di pigiama e ciabatte ma, si sa, nella vita e nel lavoro chi si accontenta gode.

“L’ORDINE E’ IL PIACERE DELLA RAGIONE: MA IL DISORDINE E’ LA DELIZIA DELL’IMMAGINAZIONE” Paul Claudel

Secondo studi del 2013 avere una scrivania ordinata premia il conformismo, ovvero il rispetto e il buon comportamento sul posto di lavoro. Sprecare meno tempo a cercare documenti importanti sotto cumuli di scartoffie non può che aumentare la produttività e ridurre i margini di errore: insomma si riesce a lavorare meglio e meno, lasciando più tempo alla vita privata.

Dedicare gli ultimi 10 minuti di ogni giornata al riordino e ad un pò di sano DECLUTTERING, oltre a sostenere la raccolta differenziata e il riciclo della carta, aiuta a riordinare le idee e preparare il terreno alle battaglie del giorno successivo. Contrarissima da sempre agli ambienti asettici ed eccessivamente spogli (non me ne voglia il minimalismo chic di Mr. Grey) sono altresì convinta che la scrivania non sia una mostra personale di fotografie, biglietti di cinema e concerti e souvenir delle ultime vacanze: un minimo di riservatezza e un alone di mistero sulla vita privata non possono che contribuire al mantenimento di un’immagine very professional . L’obiettivo dovrebbe essere quello di organizzare il lavoro e gli spazi pensando che chiunque passi da lì o ci debba sostituire, possa capire la logica di ciò che stiamo facendo (Boss compreso, in casi di epidemia o di altre calamità naturali): è un modo per valorizzare appieno il proprio tempo e quello di chi lavora e collabora con noi. Insomma è fondamentale evitare che il nostro caos danneggi il lavoro degli altri.

Una stationery colorata (senza esagerare !) e personalizzata può aiutare a rendere più piacevoli anche le mansioni più noiose.

MR. WONDERFUL http://www.mrwonderfulshop.es è un brand spagnolo di papeleria originale e delicatamente colorata. Le agende, i planner, i calendari da tavolo, gli organizer rientrano di diritto nei #senoncelihainonseinessuno del galateo da scrivania.

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Mr.Wonderful collezione 2016

Anche IELLO DESIGN propone con eleganza pezzi coordinati che non possono mancare in una postazione di lavoro che si rispetti (www.iellodesign.com)

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Iello Design collezione 2015

Ma nella mia lista dei preferiti il primo posto andrà sempre alla stationery personalizzata con il logo aziendale, magari un pò monotona, ma così elegantemente aggregante e capace di contribuire a costruire uno spirito di squadra e di farci sentire parte di un team votato ad obiettivi comuni.

“Personalizzare lo spazio lavorativo consente di recuperare un senso di controllo sull’ambiente che ci circonda” Cit.
 Come sempre la parola d’ordine è non esagerare né nell’essere troppo asettici né nell’essere esageratamente folkloristici. La verità sta nella moderazione: nel cercare qualche sfumatura di grigio (anche se non proprio 50 !) nei comportamenti, nei modi e anche negli oggetti che ci circondano.
Diceva Oscar Wilde “Una scrivania ordinata è sintomo di una mente malata”. Rispondeva Albert Einstein “Se una scrivania disordinata è segno di una mente disordinata, di cosa sarà segno allora una scrivania vuota?”
Tutte le opinioni espresse sono frutto della mia esperienza e del mio pensiero personale  C.R