‘Non aspettare, non sarà mai il tempo opportuno. Inizia ovunque ti trovi, con qualsiasi mezzo tu puoi avere a disposizione. I mezzi migliori li troverai lungo il cammino’ -Napoleon Hill-

Volendo fare l’esperta la SINDROME DEL BURN-OUT si potrebbe spiegare con un innalzamento del livello di cortisolo e blah, blah blah… In realtà, per farla breve e in parole povere, è un colossale e pazzesco rompimento di scatole. 

Quando il posto di lavoro non è altro che un covo di serpi che tramano nell’ombra rendendoci la vita impossibile occorre trovare una serie di rimedi-salvavita per restare a galla (senza darsi all’alcol o all’abuso di Prozac !)

A volte anche gli accorgimenti più banali possono contribuire a creare quello scudo protettivo che i problemi quotidiani, le preoccupazioni, le umiliazioni e le sconfitte hanno lavato via.

La prima cosa da fare – essenziale – è fermarsi e RESPIRARE. Senza pretese di insegnare tecniche zen o pratiche di auto-ipnosi, recuperare il contatto co se stessi e con il ritmo e il centro del proprio respiro ci porta per magia al momento PRESENTE; e poter concentrare sul momento presente l’attenzione cosciente (MINDIFULLNESS – che in inglese fa più chic !-) ci mette in una posizione di vantaggio.

Chi sono ?

Cosa faccio ?

Cosa posso fare da ora in poi ?

Ctr-Alt-Canc e si riparte dal principio. Perchè è sempre un ottimo momento per cambiare atteggiamento.

Non avere coscienza del proprio valore e del proprio fondamentale apporto al raggiungimento degli obiettivi è il tranello nel quale un ambiente nocivo ci porta a cadere.

Lavoro in un’azienda di medie dimensioni: quella meravigliosa via di mezzo tra la grande azienda strutturata e incasellata in un ordine gerarchico e procedurale e la ditta a conduzione familiare dove tutti conoscono tutti. Un delizioso limbo che gestisce (AMEN !!) una mole di lavoro importante e ha progetti ambiziosi per l’immediato futuro. E’ un lavoro che amo concettualmente: fatto su misura per me, per la mia curiosità e per il mio continuo bisogno di uscire dalla confort-zone e trovare nuovi stimoli. Peccato che in 8/9 ore intense di lavoro il centro del mio respiro io lo debba recuparare solo 8/9 volte .. e nelle giornate migliori!! Ma tra i mille porblemi da risolvere velocemente, ottimamente e a costi contenuti cerco di non dimenticare MAI, e dico MAI, chi sono , cosa voglio e dove voglio arrivare trovando forza nelle piccole vittorie quotidiane anche se non ripagate e spesso non riconosciute.

Chissà che questo “delirio di penna (o meglio di tastiera !)” riesca ad aiutare qualcuno a trovare un pò di forza per andare avanti con un pochino di serenità in più e qualche capello bianco in meno..

C.R

Affronta qualunque cosa stressante come un cane: se non puoi mangiarla o giocarci semplicemente facci sopra la pipì e passa oltre”     -SNOOPY-

 

 

Jo(b)log

Conversazioni semi-serie su chi un lavoro ha la fortuna di averlo

ma fa proprio fatica a sopportarlo

Cosa fare se, giorno dello stipendio a parte, la tua routine lavorativa ti provoca bolle di orticaria su varie parti del corpo, attacchi d’ansia, crisi respiratorie e notti insonni ? Capi,colleghi, collaboratori … tutti in fila e giù dal ponte !

Giornate faticose che si trascinano lente pensando a quelli che si svegliano felici che sia LUNEDI’. Perchè “quelli” esistono davvero ! Il diavolo è tra noi … e non veste sempre e solo PRADA.